venerdì, 5 Luglio , 24

A Brescia 24-25 maggio torna la Guida alle Birre di Slow Food

AttualitàA Brescia 24-25 maggio torna la Guida alle Birre di Slow Food

Convegni, talk show, degustazioni a base di birra artigianale
Roma, 23 mag. (askanews) – Torna a Brescia il 24 e il 25 maggio, in occasione della presentazione della nona edizione della Guida alle Birre d’Italia di Slow Food Editore, l’appuntamento con le birre artigianali. Due giorni di convegni, talk, degustazioni e incontro con i birrai per conoscere e apprezzare questa realtà.
Dal 2008, grazie a una rete di 101 collaboratori, la Guida offre uno spaccato dell’Italia della birra completo e ricco di particolari. All’inizio i birrifici in Italia erano poco più di 200, oggi hanno superato quota 1000. Nell’edizione 2025, in libreria da venerdì 24 maggio e sullo store di Slow Food Editore, sono raccontate 511 realtà e recensite 2767 etichette, segnalati 785 locali dove è possibile bere o acquistare birra artigianale italiana.
Non mancano i riconoscimenti assegnati ogni anno dai curatori della guida: 49 le Chiocciole (i migliori birrifici d’Italia, secondo la Guida), 101 con l’Eccellenza (i birrifici che esprimono un’elevata qualità’ media su tutta la produzione) e 43 con il premio Filiera (realtà che si dedicano con particolare attenzione alla produzione diretta delle materie prime), novità di questa edizione. Del totale delle birre recensite ben 779 etichette sono state premiate.
Al centro dell’evento è la novità dell’edizione 2025: la riflessione sulla filiera, un argomento caro a Slow Food impensabile sino a qualche anno fa e segno di un settore che vuole crescere puntando al territorio e alla qualità: “l’Italia non produce nemmeno un terzo del malto necessario ai propri birrifici – puntualizza Luca Giaccone – e ne importa più del doppio di quello che immette sul mercato. Per il luppolo va anche peggio, il nostro Paese nemmeno compare nelle statistiche internazionali. I birrifici potevano e dovevano affrontare questo limite e siamo contenti di poter registrare una diffusa sensibilità’ sul tema. Siamo ancora molto lontani dalla filiera chiusa, ma i tempi ci sembrano maturi per premiare quelle aziende che sull’argomento stanno facendo il difficile sforzo di cambiare le cose”.

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