di Mario Vetere e Andrea Sangermano
REGGIO CALABRIA: “C’è una piccola attività che il Consiglio regionale potrebbe discutere e disporre, con una norma da presentare in variazione di Bilancio e che nasce dal confronto con altre istituzioni coinvolte. Vorremmo dare la possibilità di pagare il viaggio ai familiari per il riconoscimento delle salme e la possibilità di rimpatriare in sicurezza le salme con risorse del nostro bilancio”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto intervenendo in Consiglio regionale, sulla discussione relativa alle misure di contrasto al caporalato, sfruttamento del lavoro e condizioni dei lavoratori migranti in Calabria.
“Sarebbero pochissime risorse, un piccolo gesto ma che merita di essere fatto da una regione che ancora una volta vuole dimostrare il suo livello di civiltà rispetto alla sofferenza di chi è venuto in Calabria, cercando una vita migliore e poi magari questa vita in Calabria se vista strappare”, conclude il governatore.
IN CONSIGLIO REGIONALE UN MINUTO SILENZIO PER LE VITTIME DI AMENDOLARA
Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, aprendo i lavori dell’Aula ha invitato i presenti ad osservare un minuto di silenzio: “Apriamo questa seduta del Consiglio regionale con un punto all’ordine del giorno che abbiamo voluto inserire in accordo e su invito con il presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Il gravissimo episodio accaduto nei giorni scorsi ad Amendolara ha scosso profondamente l’intera comunità calabrese e richiama tutti noi a una maggiore responsabilità e a un’azione istituzionale più forte sui temi del caporalato, dello sfruttamento lavorativo e della tutela della dignità delle persone. Mi auguro che dal dibattito odierno in Aula possa emergere una risposta condivisa, chiara e ferma: un segnale concreto di vicinanza alle famiglie delle vittime e un rinnovato impegno della Calabria a favore della legalità, del lavoro dignitoso e della difesa dei diritti umani. Prima di avviare la discussione, chiedo all’Aula e a tutti i presenti di alzarsi in piedi e osservare un minuto di silenzio in memoria delle vittime”.
ANCHE IN COMUNE A BOLOGNA UN MINUTO SILENZIO
Un minuto di silenzio oggi è stato chiesto anche durante il Consiglio comunale di Bologna per commemorare i braccianti uccisi ad Amendolara e tutte le vittime del caporalato. La richiesta è arrivata, in apertura della seduta, dal consigliere della lista Lepore Siid Negash e dalla capogruppo Pd Giorgia De Giacomi. “Ogni volta che accade siamo di fronte a un fallimento del sistema- ha affermato Negash- non è solo caporalato, è un sistema che genera precarietà e sfruttamento. Bisogna intervenire sulle cause che permettono lo sfruttamento. La sicurezza del lavoro passa anche dalla regolarità dei documenti e dal rispetto dei tempi che lo stesso Stato si è dato”.
De Giacomi aggiunge: “Ci uniamo alle famiglie, ai sindacati e alle tante persone scese in piazza che chiedono giustizia e che non ci sia più un sistema che si basa sullo sfruttamento. Il lavoro non deve includere mai la paura di morire”, ha chiosato la capogruppo dem.
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