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Carpigiani compie 80 anni: come cambia il consumatore di gelato

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Roma, 12 mag. (askanews) – Nell’anno dell’anniversario dei suoi 80 anni Carpigiani, fondata nel 1946 a Bologna da Poerio Carpigiani, fotografa come è cambiato nel tempo il consumatore di gelato. Una ricerca internazionale con oltre 900 interviste in 81 Paesi tra consumatori e operatori del settore restituisce una fotografia chiara: una persona su 2 nel mondo consuma gelato e il gelato artigianale resta il punto di riferimento per qualità, con una valutazione media di 9,32 su 10 contro i 4,36 dell’industriale. A guidare le scelte sono qualità percepita (9,08) e servizio (9,00), segnando il passaggio da prodotto a esperienza.

Il consumatore appare più consapevole, con il 54% concentrato tra i 35 e i 54 anni, ma soprattutto sempre meno uniforme. Prende forma quella che la ricerca definisce una vera e propria “grammatica globale del gelato”: un linguaggio condiviso fatto di gusti, rituali e scelte. C’è chi resta fedele alla tradizione (28%), chi sperimenta e rincorre nuovi abbinamenti (26%), chi guarda a ingredienti e sostenibilità (18%), chi vive il gelato come momento sociale, i cosiddetti nuovi “edonisti sociali” (17%), e chi privilegia semplicità e praticità (11%).

Sul fronte dell’offerta, il gelato amplia i propri confini. Accanto al prodotto artigianale crescono torte gelato, formati take-away e soft serve, mentre restano marginali proposte ibride come i frozen cocktail. Tra le tendenze emergono nuovi abbinamenti di gusto, attenzione al territorio e prodotti “clean label”, con il plant-based ancora limitato.

Il punto vendita diventa decisivo: il 64% dei consumatori sceglie gelaterie indipendenti perché percepite come più autentiche. Sul fronte degli operatori, il gelato entra sempre più nelle strategie di sviluppo. Le gelaterie rappresentano il 59,1% del campione, ma bar, caffetterie e ristorazione sono i segmenti che mostrano il maggiore dinamismo. Le priorità sono operative: il 43% degli operatori punta sull’ottimizzazione dei processi produttivi, seguita dalla riduzione dei tempi di lavoro e dalla standardizzazione della qualità.

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