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Doveri di cura, a Roma Istituzioni e professioni a confronto su futuro

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ROMA – La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ha ospitato l’evento ‘Doveri di Cura’, incontro promosso dall’Ordine dei Farmacisti della provincia di Roma che ha sancito l’impegno delle istituzioni e delle professioni sanitarie per ridefinire il modello di assistenza territoriale e la tutela dei pazienti fragili. La serata si è aperta con il contributo di sua eminenza, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, e del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, incentrato sul tema dell’umanizzazione della sanità, aspetto fondamentale per promuovere una cultura della Cura orientata a migliorare la qualità dell’assistenza e il rapporto di fiducia tra professionisti sanitari e pazienti.

È seguita una tavola rotonda sulla nuova era della prescrizione, introdotta dal vicepresidente della Fondazione Noopolis, Raimondo Leone, a cui hanno partecipato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, e il presidente del Consiglio della Regione Lazio, Antonello Aurigemma, che si sono confrontati sul futuro del sistema sanitario e sul ruolo strategico dell’assistenza di prossimità.

Al dibattito hanno inoltre portato il proprio contributo i vertici nazionali e provinciali delle professioni: il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi), Andrea Mandelli, il presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma, Antonio Magi, il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche (Opi) di Roma, Maurizio Zega, e il presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Roma, Giuseppe Guaglianone, per delineare un modello di Cura multidisciplinare libero dalla burocrazia.

L’evento ha onorato le eccellenze della ricerca e del giornalismo attraverso due prestigiosi riconoscimenti: la Medaglia al Valore al professor Bruno Silvestrini, maestro della farmacologia mondiale, per i suoi brevetti fondamentali che hanno segnato il progresso della salute, e l’iscrizione all’Albo d’Onore alla giornalista Francesca Fagnani, per il coraggio divulgativo e l’impegno nella lotta all’antibiotico-resistenza (Amr). La cerimonia si è conclusa con il passaggio di testimone tra diverse generazioni di farmacisti, con la consegna delle Medaglie d’Oro e d’Argento agli iscritti all’Ordine da cinquanta e venticinque anni e il Giuramento solenne dei nuovi iscritti all’Ordine. ‘Abbiamo scelto il tema dei ‘Doveri di Cura’- ha spiegato il presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Roma, Giuseppe Guaglianone- perché in un’epoca che esalta i desideri individuali fino a trasformarli in presunti diritti, la nostra missione resta quella di servire la salute come bene comune.

Onorare il dovere di Cura significa, per le istituzioni, mettere il professionista in condizione di operare con dignità. Questa dignità passa oggi, per la professione farmaceutica, per il riconoscimento del nuovo contratto, per la sostenibilità del ‘sistema farmacia’ e per la piena valorizzazione dei farmacisti pubblici, garanti di competenza nel cuore del nostro Ssn’. ‘Per questo- ha proseguito- noi, a Roma, ci siamo mossi d’anticipo: abbiamo costruito un’alleanza reale tra farmacisti, medici, infermieri e tutti i professionisti della salute. È questa la nostra forza: un fronte comune che mette al centro il paziente e supera i vecchi steccati corporativi in nome di un bene superiore. Un’unione necessaria, perché la sfida che abbiamo davanti è di dimensioni galattiche’. ‘Oggi- ha dichiarato il cardinale Pietro Parolin- la vostra professione affronta sfide nuove, la digitalizzazione, la farmacia online, l’intelligenza artificiale sono strumenti potenti ma il rischio è proprio quello di perdere quella prossimità che deve caratterizzarvi. La tecnologia deve essere al servizio della prossimità, non il suo sostituto. Un algoritmo può suggerire un farmaco ma non può cogliere l’ansia nello sguardo di una persona, la stanchezza nel tono di voce, la solitudine che traspare da una domanda apparentemente banale. La prossimità verso il malato non è un optional etico, né un’aggiunta gentile alla professione, è il cuore stesso dell’essere farmacista. La scienza farmaceutica è il vostro sapere, ma la prossimità deve essere la vostra anima. Ogni volta che apriamo la porta della farmacia, apriamo anche uno spazio di umanità possibile’.

‘La farmacia è un presidio essenziale di assistenza- ha affermato il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato- dove competenza professionale, attenzione alla persona e innovazione si integrano per rendere la sanità più vicina e inclusiva, soprattutto per i pazienti più fragili. In un contesto sociale e sanitario in rapido cambiamento, l’impegno del governo è valorizzare modelli organizzativi più efficaci, all’interno di un ridisegno complessivo dell’assistenza territoriale. In questa prospettiva si inseriscono le novità introdotte dal Ddl Semplificazioni, che rafforzano il ruolo della farmacia come spazio di prossimità: la ricetta dematerializzata fino a 12 mesi per i pazienti cronici semplifica l’accesso alle cure e favorisce l’aderenza alle terapie, per un’offerta di salute sempre più vicina ai cittadini, ispirata a un forte senso etico e a un’attenzione autentica alla persona e ai suoi bisogni’.

‘Alla tavola rotonda ‘Codice 12: la nuova era della prescrizione’- ha ricordato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca- abbiamo ribadito una scelta chiara per il Lazio: rafforzare la sanità territoriale attraverso il potenziamento della farmacia dei servizi e lo sviluppo della telemedicina. La rete delle farmacie rappresenta un presidio di prossimità fondamentale, soprattutto nella gestione delle cronicità e nell’erogazione di servizi innovativi. In questi anni, grazie alla loro capillarità e alla presenza diffusa sul territorio, siamo passati da 8 mila a 23 mila prestazioni erogate in telemedicina: un risultato concreto che dimostra l’efficacia di un modello sanitario più vicino alle persone’. ‘Portare i servizi sotto casa- ha puntualizzato- significa facilitare l’accesso alle cure, intercettare prima i bisogni di salute e contribuire in modo significativo a ridurre l’affollamento nei Pronto soccorso. Investire sulla farmacia dei servizi e sulla telemedicina vuol dire rendere la sanità di prossimità una realtà strutturata, accessibile ed efficiente, capace di rispondere in modo moderno e sostenibile alle esigenze dei cittadini’.

‘Ringrazio i farmacisti- le parole del presidente del Consiglio della Regione Lazio, Antonello Aurigemma- per le preziose attività che portano avanti a servizio delle nostre comunità. Svolgono un ruolo centrale all’interno del sistema salute, e le farmacie costituiscono un vero presidio sanitario, a tutti gli effetti. L’evento odierno ha un grande significato poiché vede presenti tutti gli attori protagonisti di un ambito delicato e complesso come la salute. È la dimostrazione di quanto sia fondamentale fare rete, portando avanti una giusta sinergia tra istituzioni, farmacie, medici, professioni sanitarie e ordini professionali’. ‘In questo modo- ha precisato- è possibile avere un modello che abbia sempre più al centro le persone e i loro bisogni. E il contributo delle farmacie è strategico anche in questa direzione, basti pensare al grande lavoro effettuato per la prevenzione, per le vaccinazioni. Per questi motivi, è indispensabile continuare su questa strada, con una giusta collaborazione, perché soltanto attraverso il confronto e il dialogo, è possibile adottare misure che siano realmente vicine alla realtà e alle varie istanze’.

‘Questa iniziativa dell’Ordine dei Farmacisti di Roma- ha evidenziato il sindaco Roberto Gualtieri- rappresenta un tassello fondamentale di una sana alleanza per la salute che unisce infermieri, medici e istituzioni nel comune dovere di sostenere il cittadino. Crediamo fermamente nel valore della rete territoriale e nel ruolo delle farmacie come presidi irrinunciabili di sanità di prossimità. Con 822 farmacie attive a Roma, tra cui 47 comunali e 770 farmacie dei servizi, il nostro impegno è diventato sempre più capillare: le oltre 100 nuove aperture, concentrate soprattutto nelle periferie, testimoniano la volontà di azzerare le distanze tra le persone e l’assistenza sanitaria, integrando la farmacia in un vero ecosistema della salute’.

‘Stiamo cercando di lavorare insieme agli altri Ordini e alle istituzioni per una sanità pubblica diversa, rispetto a quella che noi conosciamo. La società cambia- ha sottolineato il presidente Omceo Roma, Antonio Magi- e quindi non possiamo rimanere fermi come tanti anni fa. Una cosa sicuramente è certa, lavorare lavorare insieme medici, infermieri e farmacisti, sicuramente mette un punto in avanti per quanto riguarda la soluzione delle problematiche dei cittadini. C’è più bisogno di prossimità innanzitutto, ma c’è più bisogno di Cura e di assistenza’.

Francesca Fagnani si è detta ‘particolarmente onorata di questa iscrizione all’Albo. Il mio piano b era essere farmacista. La battaglia che state conducendo voi farmacisti, spesso mettendovi in posizioni critiche, anche rispetto a prescrizioni facili, è uno spostamento culturale che state facendo con grande energia e per questo vi ringrazio’.

‘I farmacisti- è intervenuto il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi), Andrea Mandelli- sono un pilastro del nuovo modello di assistenza territoriale, che mette al centro la persona e i suoi bisogni di salute. Un ruolo che si traduce ogni giorno in servizi di prevenzione, educazione sanitaria e supporto ai pazienti, offrendo risposte concrete a sfide cruciali come l’equità di accesso alle cure, il monitoraggio dei fattori di rischio, il miglioramento dell’aderenza terapeutica e il contrasto all’antibiotico-resistenza’. ‘Un’assistenza efficace e sostenibile- ha continuato- si fonda su competenze solide e su un lavoro di squadra tra tutti i professionisti del Servizio sanitario. I recenti provvedimenti in materia di semplificazione e il progressivo consolidamento del Fascicolo sanitario elettronico consentiranno di rafforzare ulteriormente la collaborazione con i medici e di facilitare l’accesso alle cure per i pazienti cronici, garantendo continuità nella presa in carico e rispondendo alle esigenze di una società in continua evoluzione. È così che, ogni giorno, i farmacisti trasformano la prossimità in salute’.

‘La risposta integrata voluta dal Dm77- ha concluso il presidente Opi Roma, Maurizio Zega- risponde all’esigenza di prossimità che i bisogni della popolazione richiedono e richiederanno sempre di più, di fronte ad una dinamica demografica ed epidemiologica che ci mette di fronte ad una cronicità e ad una polipatologia diffuse. La prescrizione non può e non deve rappresentare un ostacolo a questo obiettivo, anzi, deve costringere nella piena onestà intellettuale tutte le risorse professionali ad escludere ostacoli e condividere soluzioni. La prescrizione non deve dividere: deve avvicinare! Insieme, senza ostacoli, per una salute pubblica di prossimità’. 
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