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Fondimpresa avvia 21mila corsi per formare 308mila lavoratori

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Le risorse sono suddivise in tre linee d’intervento: singole imprese, filiere e sistemi formativi

Fondimpresa, l’organismo sostenuto da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, nella terza edizione del fondo per nuove competenze ha già dato il via libera a 5.135 domande per un totale di 20.978 corsi formativi, coinvolgendo 308.617 lavoratori con una spesa di 69 milioni di euro. Più di 10.000 corsi si concentrano su tecnologia e digitalizzazione, quasi 7.000 su welfare aziendale e benessere organizzativo, e oltre 4.000 sulla sostenibilità e l’ambiente.

Le risorse sono ripartite in tre aree d’intervento: imprese singole, filiere e sistemi formativi. I corsi finanziati spaziano da un minimo di 30 a un massimo di 150 ore e possono includere anche i nuovi assunti. Questi dati sono stati presentati durante il convegno di Fondimpresa intitolato “Fondimpresa e Fondo Nuove Competenze. L’economia della conoscenza e il valore capitale per il Paese”, al quale hanno partecipato imprese, istituzioni e operatori del settore.

I fondi interprofessionali sono undergoing a significant transformation, grazie alle nuove linee guida approvate all’inizio dell’anno dal Ministero del Lavoro, che hanno ampliato la loro operatività, mettendo in relazione la formazione e le politiche attive del lavoro.

Fondimpresa, per questo motivo, sostiene che la prossima edizione del fondo nuove competenze debba concentrarsi su tre pilastri per la crescita del sistema del Paese: open innovation, intelligenza artificiale e sostenibilità, replicando il modello virtuoso che ha storicamente industrializzato l’Italia, con le grandi imprese che fungono da motori tecnologici e formativi, capaci di guidare l’intera filiera delle piccole aziende della loro rete di subfornitura, in un contesto di catena di fornitura integrata e competitiva.

Il presidente di Fondimpresa, Aurelio Regina, ha colto l’opportunità per ribadire con decisione l’urgenza di ripristinare il prelievo forzoso sui fondi interprofessionali, un importo significativo di 120 milioni di euro all’anno, di cui 60 milioni sottratti ogni anno solo dalla Fondimpresa.

Secondo Regina “questi sono fondi generati dai contributi privati delle società, versati con l’unico scopo di formare i propri dipendenti. Inizialmente prelevati con il pretesto di sostenere la cassa integrazione in deroga durante situazioni di emergenza, continuano a fluire regolarmente nella fiscalità generale dello Stato anche dopo la fine delle emergenze, senza mai ritornare ai legittimi beneficiari, che sono le imprese e i lavoratori. Questo accade mentre vengono lanciati nuovi bandi e finanziamenti paralleli da enti pubblici, creando un paradosso in un sistema che cerca costantemente nuove fonti di finanziamento pubblico, ma che trattiene e distoglie risorse private già esistenti e legalmente destinate alla stessa causa”.

Il vicepresidente di Fondimpresa, Fulvio Bartolo, ha affermato che “in un periodo caratterizzato dall’economia della conoscenza, dobbiamo riconoscere che il sapere non è solo un patrimonio aziendale, ma rappresenta il vero capitale per l’intera nazione. Desideriamo sottolineare che la formazione genera opportunità per il futuro e che la conoscenza è un diritto fondamentale per ogni individuo”.

Ciro Di Pietro

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