mercoledì, Aprile 17, 2024

Voto in condotta, come cambia la scuola con il ddl Valditara

Scatterà la bocciatura. Torna giudizio sintetico a...

Delegazione italiana al Comitato europeo delle Regioni

“Regioni, Province e Comuni devono essere a...

Giubileo, Gualtieri a p.za Pia: sarà pronta per l’8 dicembre 2024

“Superata la fase più complessa, ultimato 40%...

#G7, a Capri maltempo, controlli serrati e zone off limits

Oltre mille esponenti delle forze dell’ordine in...

Il Sardinia Radio Telescope potenziato con nuovi strumenti

VideonewsIl Sardinia Radio Telescope potenziato con nuovi strumenti

Potrà esplorare l’Universo nelle onde radio fino a 100 GHz

Cagliari, 13 lug. (askanews) – L’occhio nel cielo italiano, ora può “esplorare” più lontano e meglio di quanto abbia mai fatto finora.L’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), infatti, ha acquisito diversi strumenti all’avanguardia per potenziare il Sardinia Radio Telescope (Set) grazie a un finanziamento dal Ministero dell’Università e della Ricerca per 18,7 milioni di Euro, nell’ambito del progetto Pon Ricerca e Innovazione 2014 – 2020.La comunità astronomica internazionale, ora, potrà affrontare nuovi ambiti di ricerca, grazie alla possibilità di osservare meglio l’Universo nelle onde radio.Federica Govoni, ricercatrice Inaf a Cagliari e responsabile del progetto Pon Srt.”Abbiamo quattro nuovi ricevitori che lavoreranno ad alta frequenza – ha spiegato – attualmente SRT può lavorare da 0.3 GHz fino a 26 GHz, con questi nuovi ricevitori arriveremo fino 100 GHz e quindi si aprirà tutta una serie di casi scientifici che al momento non è possibile esplorare”.Il Radiotelescopio è stato dotato anche di un nuovo sistema metrologico per migliorare il puntamento e la sensibilità, sono state potenziate le interfacce meccaniche ed elettroniche dell’infrastruttura ed è stato dotato di nuovi computer e backend per il trattamento dei dati. Strumenti che permetteranno al sistema un migliore funzionamento nel suo complesso. Infine, sono stati potenziati anche i laboratori di Selargius della sede Inaf di Cagliari, per mantenere allo stato dell’arte tutta questa nuova strumentazione, capitalizzando il potenziamento per almeno i prossimi 10 anni.”Al progetto – ha concluso Govoni – hanno partecipato quattro istituti dell’Inaf: l’Osservatorio astronomico di Cagliari, l’Istituto di Radioastronomia di Bologna, l’osservatorio astrofisico di Arcetri (Fi) e l’Osservatorio astrofisico di Catania”.

Check out our other content

Check out other tags:

Most Popular Articles