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Confcooperative: Tavolo strategico per la crisi della Ristorazione collettiva

AutoprodottiConfcooperative: Tavolo strategico per la crisi della Ristorazione collettiva

Incontro tra Imprese, Anir Confindustria, Angeme e Confcooperative

La Ristorazione collettiva “negli ultimi 4 anni ha visto rimettere in discussione l’equilibrio economico tra la tenuta economica delle imprese e la quasi totalità dei contratti in essere, con l’inevitabile effetto che la tenuta finanziaria delle imprese e il mantenimento dei posti di lavoro hanno la precedenza su ulteriori investimenti essenziali e necessari per aumentare il valore del settore che soffre di una crisi senza precedenti”.

Per questo motivo, il 29 aprile scorso si è tenuta a Roma una Tavola Rotonda sulla Ristorazione collettiva per discutere del momento di grave difficoltà che sta attraversando il settore e per prepararsi alle sfide del mercato, soprattutto quello pubblico, e alle dinamiche sociali che interessano le imprese, i rappresentanti del settore e i lavoratori del comparto.

L’incontro si è svolto tra Imprese e delegazioni delle Associazioni di categoria della Ristorazione Anir Confindustria, Angeme e Confcooperative. In una nota, Confcooperative spiega che si tratta di una “importante innovazione che rende i percorsi di lavoro strategicamente individuati aperti al contributo di tutti gli operatori, con la partecipazione di molte imprese del settore. Questo incontro è solo il primo passo di un impegno condiviso per rafforzare la moderna competitività di questo settore, vitale per l’economia italiana”.

In primo luogo, la pandemia e il suo impatto devastante sulle Imprese di Ristorazione collettiva; in secondo luogo, l’arrivo della temuta guerra russo-ucraina, che ha avuto un impatto negativo e una tensione senza precedenti, soprattutto sul settore delle mense. Inoltre, il rapido aumento delle materie prime alimentari e le difficoltà di approvvigionamento a causa delle restrizioni imposte dagli standard ambientali minimi hanno fatto lievitare i prezzi e rotto la correlazione tra le esigenze del mercato e i volumi di produzione primaria.

“Considerato quanto descritto e le notevoli difficoltà che ancora sussistono nell’immaginare un intervento normativo con la necessaria urgenza – si legge nella nota – auspichiamo di sensibilizzare e ispirare tutti gli attori rilevanti affinché assumano lo stesso senso di responsabilità che queste imprese hanno già dimostrato e concretamente attuato, continuando ad erogare servizi pubblici essenziali a condizioni di nessuna o addirittura negativa redditività. Riteniamo che solo attraverso interventi normativi e contrattuali mirati il ​​settore possa ritornare a livelli accettabili di redditività”.

Per questo motivo “è necessario avviare un confronto specifico su Ristorazione collettiva, con la possibile partecipazione delle Imprese e delle Associazioni di categoria. Questo affinché imprese, lavoratori e parti sociali possano contribuire a un dialogo finalizzato alla crescita e allo sviluppo del settore, per trovare le condizioni in cui il settore possa diventare pienamente competitivo”.

I temi principali discussi sono stati la principale competitività del settore dovuta al comparto di produzione e di servizio caratteristici della ristorazione, le politiche del lavoro legate all’intensità di lavoro e gli impatti sociali. In particolare, l’urgenza di correggere le attuali regole di gara che penalizzano le imprese di servizi quando sono ammesse revisioni dei prezzi in relazione alla mancanza di adeguati prezzi di riferimento del mercato; la necessità di definire nuovi CAM (Criteri Ambientali Minimi) alla luce dei nuovi rating ESG per le imprese; l’aumento del costo del lavoro e tutti gli effetti che questo ha sulle imprese e sui lavoratori.

Ciro Di Pietro

Immagine di freepik

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