giovedì, 4 Luglio , 24

Israele-Hamas, negoziati quasi a un vicolo cieco. Ben Gvir: “Senza palestinesi tanto spazio a Gaza per coloni”

Dall'Italia e dal MondoIsraele-Hamas, negoziati quasi a un vicolo cieco. Ben Gvir: "Senza palestinesi tanto spazio a Gaza per coloni"

(Adnkronos) – Sono “quasi in un vicolo cieco” i negoziati tra Hamas e Israele per un cessate il fuoco a Gaza ed il rilascio degli ostaggi. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, nel corso di un briefing con la stampa. Sale intanto ad almeno 35.647 palestinesi morti e 79.852 feriti il bilancio dei raid aerei israeliani nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre. Lo rende noto il ministero della sanità di Gaza. Sono nelle ultime 24 ore sono state uccise 85 persone e altre duecento sono rimaste ferite. 

Per discutere i negoziati congelati sugli ostaggi, il ministro senza portafoglio Benny Gantz e il ministro della Difesa Yoav Gallant hanno chiesto che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu convochi oggi il gabinetto di guerra. 

 

Il ministro per la Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben Gvir ha detto che sarebbe ”molto felice di vivere a Gaza” al termine della guerra con Hamas, sottolineando che un esodo di massa di palestinesi potrebbe creare uno spazio notevole per i coloni israeliani. Nel corso di una intervista con il sito di informazione ‘Kikar Hashabbat’, Ben Gvir ha aggiunto che vorrebbe vedere la guerra andare avanti verso la città meridionale di Rafah fino a una completa occupazione israeliana dell’enclave palestinese. Questo, ha sottolineato, permetterebbe la costruzione di nuovi insediamenti ebraici. ”Ma non è sufficiente”, ha continuato Ben Gvir ribadendo il suo appello a incoraggiare ”l’emigrazione volontaria” degli abitanti di Gaza. Anche se, ha sottolineato, ”non sto dicendo che tutti” dovrebbero andarsene. 

 

Gli Stati Uniti annunciano che “ad oggi, oltre 569 tonnellate di assistenza umanitaria sono state consegnate attraverso il molo temporaneo a Gaza, per poi essere successivamente distribuite”. “Gli Stati Uniti, il Regno Unito, gli Emirati Arabi Uniti, l’Unione Europea e molti altri partner hanno donato questi aiuti umanitari. Il molo è una soluzione temporanea per incrementare l’assistenza umanitaria a Gaza per soddisfare i bisogni urgenti del popolo palestinese”, si legge sull’account X del US Central Command. 

 

”Un tentativo di negare allo Stato di Israele il diritto a difendere se stesso”. Così il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha definito la richiesta del procuratore generale della Corte penale internazionale (Cpi) Karim Khan di emettere un mandato di arresto internazionale nei suoi confronti e del premier Benjamin Netanyahu. ”Lo Stato di Israele sta combattendo dal 7 ottobre contro un nemico assassino e assetato di sangue, che commette atrocità contro le donne israeliane, i bambini e gli uomini. E ora usa il suo stesso popolo come scudo umano. Le Idf combattono nel rispetto delle regole del diritto internazionale, intraprendendo sforzi umanitari unici come mai sono stati fatti in alcun conflitto armato”, scrive Gallant su ‘X’. ”Il parallelismo del procuratore tra l’organizzazione terroristica di Hamas e lo stato di Israele è spregevole e disgustoso. Lo Stato di Israele non fa parte della Corte e non riconosce la sua autorità. Il tentativo del procuratore Karim Khan di negare allo Stato di Israele il diritto a difendere se stesso e a liberare i suoi rapiti deve essere respinto”, ha aggiunto Gallant. 

 

Funzionari israeliani hanno sequestrato una telecamera e un’apparecchiatura per la trasmissione appartenenti all’Associated Press nel sud di Israele, accusando l’agenzia di stampa di violare la nuova legge che vieta la fornitura di immagini ad al Jazeera. “L’Associated Press denuncia con la massima fermezza le azioni del governo israeliano volte a chiudere il nostro servizio di lunga data in diretta che forniva un punto di vista su Gaza attraverso il sequestro delle apparecchiature Ap”, afferma l’agenzia di stampa in una nota. 

Funzionari del Ministero delle Comunicazioni di Israele sono arrivati questo pomeriggio nella sede dell’Ap, nella città meridionale di Sderot, e hanno sequestrato l’attrezzatura. Hanno consegnato all’Associated Press un documento, firmato dal ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi, sostenendo che l’agenzia stava violando la legge sulle emittenti straniere del paese. “Esortiamo le autorità israeliane a restituire le nostre attrezzature e a consentirci di ripristinare immediatamente le nostre trasmissioni dal vivo in modo da poter continuare a fornire il nostro importante giornalismo visivo a migliaia di media in tutto il mondo”, ha aggiunto l’Ap. “In conformità con la decisione del governo e le istruzioni del ministro delle comunicazioni, il ministero delle comunicazioni continuerà a intraprendere qualsiasi azione coercitiva necessaria per limitare le trasmissioni che danneggiano la sicurezza dello Stato”, ha affermato il ministero in una nota. 

 

Israele avrebbe deciso di accantonare i piani per una grande offensiva nella città meridionale di Rafah, nella Striscia di Gaza, e di circoscrivere le sue operazioni. A scriverne è l’analista del Washington Post David Ignatius, precisando che la decisione segue colloqui avuti con gli Stati Uniti sulla questione. Citando funzionari a conoscenza delle discussioni, Ignatius afferma che il piano che prevedeva l’invio di due divisioni nella città non andrà avanti e le operazioni saranno più limitate. Washington ritiene che i nuovi piani avranno conseguenze meno negative per i civili, motivo per cui non dovrebbe opporvisi, scrive l’analista. 

  

 

La cantante israeliana Eden Golan ha rifiutato la proposta del ministero degli Esteri di diventare ”ambasciatrice per la diplomazia pubblica”. Come riporta il sito di Ynet, l’artista ventenne con oltre 760.000 ascoltatori su Spotify ha spiegato di voler concentrarsi sulla musica. Per gli attacchi che aveva subito durante la sua partecipazione all’Eurovision, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva detto che Golan ”gareggiava di fronte a una brutta ondata di antisemitismo” e che aveva ”portato onore a Israele”. 

 

 

 

 

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