ROMA – Il Likud ha chiuso il dibattito con una riga: Benjamin Netanyahu correrà alle prossime elezioni e, “con l’aiuto di Dio”, vincerà. La dichiarazione è arrivata poche ore dopo che Donald Trump, interpellato dal corrispondente di ABC News Jonathan Karl, aveva risposto con una scrollata di spalle: “Non lo so, ha avuto una carriera straordinaria. Vuole continuare?”. Sì, evidentemente sì.
Le elezioni non sono state ancora convocate ufficialmente, ma dovranno tenersi entro ottobre. Saranno le prime dal 7 ottobre 2023 – l’attacco di Hamas che ha ucciso circa 1.200 persone, il peggior fallimento di sicurezza nella storia di Israele – e da cui è scaturita l’offensiva su Gaza, poi allargata al Libano e, a febbraio, all’Iran.
Netanyahu è tornato al governo nel dicembre 2022 con la coalizione più a destra che lo Stato ebraico abbia mai espresso. Da allora ha navigato tra proteste di massa, tre fronti di guerra e rapporti con Washington “basculanti”.I sondaggi per ora non sono favorevoli a “Bibi”: la sua coalizione non raggiungerebbe la maggioranza, e il 61% degli israeliani – secondo un rilevamento dell’Israel Democracy Institute pubblicato il 9 giugno – ritiene che non dovrebbe nemmeno candidarsi.
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