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Roma ricorda i martiri delle foibe, Gualtieri: “Tragedia che deve unire”

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ROMA – Roma ricorda la tragedia delle foibe e dell’esodo delle popolazioni giuliano-dalmate e fiumane. Il Campidoglio ha riunito stamattina oltre 150 studenti delle scuole secondarie cittadine per una giornata di testimonianze, racconti e approfondimenti con associazioni, studiosi e storici che hanno contribuito negli anni a ricostruire la verità su una delle pagine più drammatiche della storia d’Italia. Ad aprire la mattinata, organizzata nella sala della Protomoteca di Palazzo Senatorio in occasione del Giorno del Ricordo dei Martiri delle foibe istriane e dell’esodo delle popolazioni giuliano-dalmate, è stato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Insieme a lui anche l’assessore alla Cultura della Capitale, Miguel Gotor.

GUALTIERI: “VICENDA PER TROPPO TEMPO RIMOSSA DALLA NOSTRA STORIA”

È bello vedere qui stamattina tanti studenti che potranno conoscere molto di quei momenti drammatici. Il dramma delle foibe e dell’esodo forzato, la tragedia di migliaia di famiglie, di un popolo sradicato dalla sua patria, una vicenda che ha vissuto a lungo un periodo di rimozione dalla nostra storia che oggi stiamo superando con un lavoro di approfondimento e ricostruzione per collocarla giustamente nella nostra memoria collettiva, chiudendo una stagione di strumentalizzazione“, le parole di Gualtieri. Questa vicenda, ha sottolineato il primo cittadino, “ha una sua specificità che va conosciuta e messa al centro per un ricordo, un riconoscimento e anche un risarcimento nei confronti di una comunità che per troppo tempo non ha visto riconosciuto il proprio diritto a vedere il suo posto nella memoria collettiva, un risarcimento morale e civile di un abbraccio da parte della comunità nazionale“.

Una tragedia che, ha proseguito Gualtieri, “non può ovviamente essere in nessun modo non solo giustificata, ma nemmeno ridimensionata dal fatto che avvenne in un momento drammatico della nostra storia, durante un periodo di crimini terribili da parte degli occupanti nazifascisti: tutto ciò non ha nulla a che fare col mancato riconoscimento, col fatto che contro questa comunità si sia scatenata una violenza che non può essere considerata come una reazione all’aggressore fascista, perché giuliani, dalmati e istriani erano lì da ben prima e sono stati vittime del disegno di snazionalizzazione e pulizia etnica e ideologica di Tito“.

Per il sindaco, quindi, “questa giornata ci consente di parlare di loro, delle storie individuali e collettive di tante persone che sono state oggetto di violenze, uccisioni, foibe. Un popolo intero costretto all’esodo, spesso senza poi nemmeno sentirsi ben accetto in Italia e strattonato in un senso o nell’altro in uno scontro ideologico. È tempo che la tragedia delle foibe e dell’esodo sia un elemento che invece di dividere unisca l’Italia e il Paese, e dato che noi come amministrazione siamo impegnati nel sottolineare l’importanza della storia e della memoria vogliamo contribuire a questo ricordo: lo dobbiamo a queste persone e alla nostra comunità così ricca e fervente, in cui la storia e la memoria sono considerate un fattore di costruzione di una società migliore“, ha concluso Gualtieri.

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