venerdì, 5 Luglio , 24

Sail Camp, in barca a vela per riprendersi il timone della vita

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Il progetto dell’Ail per i pazienti onco-ematologici

Milano, (askanews) – Un week end in barca a vela per rimettersi al timone della propria vita, riattivare le proprie risorse e migliorare la qualità della vita dei pazienti. Sono questi gli obiettivi di Sail camp, un progetto ideato dall’Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma di Brescia per favorire un processo di riabilitazione dei pazienti onco-ematologici e tornare a stare bene nella quotidianità.”Sail Camp è un’iniziativa riabilitativa per i malati ematologici che si svolge nel Parco dell’Alta Garda, Campione del Garda, presso l’Univela – spiega Giuseppe Navoni, medico, presidente Ail Brescia – E’ un’esperienza molto forte e molto bella, gestita dal nostro team di psicologi, in cui malati ritrovano la voglia di vivere, la voglia di sperimentare, quello che è lo sport vero in un ambiente sano. C’è anche una presenza di un nutrizionista che dà un’educazione ai malati e ai loro familiari. Quindi è un insieme di cose, con momenti di trekking, di canoa e di vela, di sport”. “Questo il terzo anno che viene fatto a livello nazionale”. I pazienti “vengono un po’ da tutta Italia ed è bellissimo: risultati straordinari: il Camp è nato dall’esperienza didattica sui laghi del “Sognando Itaca” nazionale”.Sail Camp si rivolge ai pazienti In follow-up che hanno terminato il periodo di trattamento attivo e sono in una fase di monitoraggio: una fase in cui il pensiero della malattia è ancora ben presente e disorienta il paziente. Navigare a vela diventa una metafora di vita.”La barca un po’ ci costringe a adattarci perché è piccola, è sottoposta al vento che nessuno può controllare perché il vento può cambiare, le rotte devono adattarsi al vento – spiega Alessia Rosito, psicologa Ail Brescia – e quindi doversi riadattare e doverlo fare con un equipaggio ci porta all’interno di una dimensione proprio di riorganizzazione, di adattamento che è quello che il paziente deve fare durante il percorso del trattamento terapeutico. spesso affidandosi, perché poi di fatto durante il percorso terapeutico ci si affida a quelle che sono le prescrizioni mediche a quelli che sono i protocolli che è importanti seguire e poterlo come dire ritrovare in quest’ottica ma ponendosi al timone permette al paziente di riacquisire e recuperare anche quella autoefficacia che a volte durante il percorso terapeutico viene messo a dura prova”.

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