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Sanità, Cicchetti (Altems): “Liste d’attesa? Serve coraggio per taglio prestazioni inutili”

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(Adnkronos) – Per ridurre le liste d’attesa in sanità, oltre a “monitorare,” “potenziare l’offerta”, indicare “le buone pratiche e le linee guida”, “migliorare l’appropritezza” prescrittiva, “dobbiasmo avere il coraggio per fare delisting sistematico”. Sappiamo, infatti, “che tante prestazioni non dovrebbero essere fatte, sono obsolete, non generano alcun valore per il percorso diagnostico terapeutico dei cittadini”: sono prestazioni inutili. Pochi progetti mirati, “già pronti”, potrebbero decongestionare e far risparmiare “3 miliardi di euro”. Lo ha sostenuto, in sintesi, Americo Cicchetti, docente di Organizzazione aziendale alla Facoltà di Economia dell’università Cattolica del Sacro Cuore, direttore di Altems e commissario Agenas fino a pochi mesi fa, intervenuto oggi in collegamento al convegno ‘Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide’, che si è tenuto al Palazzo dell’Informazione a Roma.  

Ma come è possibile fare delisting delle prestazioni obsolete? “Attraverso la Commissione nazionale aggiornamento Lea – ha spiegato – che, tra l’altro, è stata rimodulata per agire in maniera un po’ più rapida. Speravo cha fine 2025 uscisse un ulteriore aggiornamento dei Lea, purtoppo questo non è accaduto”, ma comunque “la commissione è costruita per avere un ritmo annuale nel tirare fuori delle decisioni”. Il delisting, ha continuato Cicchetti, che è stato anche direttore generale della Programmazione del ministero della Salute, “può beneficiare di uno strumento che ci ha messo a disposizione il Mef e che si chiama ‘Programma di analisi e valutazione della spesa’, su cui il ministero della Salute ha investito”.  

Cicchetti ha evidenziato che sono state individuate “anche poche cose semplicissime” in grado di generare risparmio e decongestionare le liste d’attesa. “Per esempio: smettiamola di fare la routine preoperatoria per le chirurgie di basso livello di rischio. Eleminando totalmente quello che è l’attuale pacchetto di diagnostica preoparatoria, che oggi si fa negli ospedali italiani, toglieremo 120 milioni di euro di spesa, senza colpo ferire. E con altri 4 progetti simili, che sono già stati scritti, è possibile ottimizzare 3 miliardi di ulteriore spesa sanitaria: i 120 milioni sono solo il primo esempio”. Per risolvere l’annosa questione delle liste d’attesa, insomma, “ci vuole sistematicità e non basta avere la Piattaforma di monitoraggio”, ha concluso.  

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