FERRARA – Importava illegalmente tonnellate di vongole da zone altamente inquinate del Portogallo per poi rivenderle sul mercato italiano con falsa documentazione sanitaria, spacciandole per prodotto nostrano della Sacca di Goro e Comacchio e speculando sulla crisi del “granchio blu”. È la frode alimentare scoperta dalla Guardia di Finanza di Ferrara che, sotto il coordinamento della locale Procura e di Eurojust, ha portato al sequestro di oltre 15 tonnellate di prodotto pericoloso per la salute e all’arresto ai domiciliari di un soggetto già condannato in via definitiva per reati di mafia.
L’indagine delle Fiamme gialle ha svelato come il pregiudicato utilizzasse società ittiche del ferrarese intestate a un prestanome per schermare le proprie attività ed eludere i sequestri antimafia. L’uomo è accusato di trasferimento fraudolento di valori e di aver violato il Codice Antimafia, avendo omesso di comunicare alle Fiamme Gialle variazioni patrimoniali per investimenti immobiliari superiori al milione di euro. La misura cautelare, disposta dal Tribunale del Riesame di Bologna, è stata confermata dalla Corte di Cassazione.
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