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Spazio, la Blue Origin torna ai voli suborbitali umani con la missione Sn-25

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A bordo il 91enne Ed Dwight, nel ’61 primo candidato astronauta nero della storia

Van Horm (Texas), 20 mag. (askanews) – La compagnia spaziale privata americana Blue Origin che fa capo al magnate Jeff Bezos ha ripreso i voli spaziali suborbitali, dopo quasi due anni di stop per alcuni problemi tecnici e ha completato con successo il suo settimo volo spaziale con a bordo un equipaggio umano e il venticinquesimo, in totale, per il programma New Shepard, il piccolo lanciatore usato per i voli spaziali commerciali di Blue Origin.La navetta ha portato oltre la linea di Karman (100 Km d’altezza), per pochi minuti di microgravità, un equipaggio di sei turisti spaziali (5 uomini e una donna), tra cui l’ex pilota collaudatore dell’aviazione americana Ed Dwight che, nel 1961, era stato selezionato dal presidente John F. Kennedy come primo candidato astronauta nero degli Stati Uniti ma non aveva mai avuto l’opportunità concreta di volare nello Spazio. Un desiderio realizzato oltre 60 anni dopo, all’età di 90 e 8 mesi anni, grazie al finanziamento dell’associazione Space for Humanity che ha permesso a Dwight di diventare l’uomo più anziano della storia ad aver volato nello Spazio, superando l’attore William Shatner, il capitano Kirk di Star Trek che pure aveva volato con Blue Origin nel 2021.Questo volo, l’Ns-25 è stato particolarmente importante per la Blue Origin, dopo lo stop forzato dovuto a un problema al motore del New Shepard che nel 2022, durante un volo senza equipaggio, aveva subito un cedimento strutturale. Stavolta lanciatore e navetta sono rientrati alla base di partenza anche se la capsula ha avuto un piccolo problema a uno dei 3 paracadute che, tuttavia non ha pregiudicato l’atterraggio in sicurezza.

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