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Un bollino etico per le imprese che hanno una marcia in più sulla disabilità: la proposta

LavoroUn bollino etico per le imprese che hanno una marcia in più sulla disabilità: la proposta

ROMA – Un marchio pubblico di qualità, un vero e proprio “bollino etico”, destinato alle aziende – pubbliche e private – che superano gli standard minimi di accessibilità e inclusione lavorativa. È tra le misure innovative contenute in un ordine del giorno al disegno di legge di Bilancio presentato da un gruppo di senatori della Lega: Erika Stefani, Massimiliano Romeo, Giorgio Maria Bergesio, Marco Dreosto, Elena Testor. Il testo contiene una serie di osservazioni e proposte volte a rafforzare le politiche a favore delle persone con disabilità, con particolare attenzione al ruolo delle imprese. Infatti, le aziende che raggiungeranno il livello più elevato di questo marchio potrebbero beneficiare di premialità e corsie preferenziali nell’accesso agli incentivi pubblici.

All’interno del testo, i senatori evidenziano come un numero crescente di aziende stia investendo in progetti mirati a migliorare la qualità della vita di chi vive una condizione di disabilità. Un impegno che, secondo i promotori, dovrebbe essere riconosciuto e sostenuto anche attraverso strumenti dedicati. La proposta prevede di ricomprendere, nell’ambito delle politiche di incentivazione alle imprese, gli interventi a sostegno delle aziende che perseguono, anche attraverso nuove assunzioni, progetti di inclusività, innovazioni e attività specifiche finalizzate all’abbattimento delle barriere architettoniche, sensoriali, psicologiche e culturali. Ma, per promuovere un approccio sistematico e misurabile, i senatori suggeriscono l’introduzione di una “certificazione di qualità etica” per le imprese fondata su “criteri chiari e uniformi” a favore di tutte le disabilità.

Il disciplinare proposto si articolerebbe su due livelli: uno standard e uno avanzato, pensato per premiare le realtà più virtuose e stimolare un percorso di miglioramento continuo. Questo sistema di valutazione, spiegano i firmatari, potrebbe essere utilizzato come “una base tecnica di riferimento per bandi, concessioni o riconoscimenti di qualità”. L’obiettivo è rendere più trasparente il grado di inclusività delle strutture e orientare meglio l’utenza con esigenze specifiche, in linea con la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e con l’European Accessibility Act. La proposta mira, in conclusione, a dotare il Paese di uno strumento che non solo valorizzi le imprese inclusive, ma che contribuisca a trasformare l’attenzione alla disabilità in un criterio di qualità, innovazione e responsabilità sociale.
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