venerdì, 5 Luglio , 24

Ungheria, Ilaria Salis esce dal carcere: è ai domiciliari

Dall'Italia e dal MondoUngheria, Ilaria Salis esce dal carcere: è ai domiciliari

(Adnkronos) –
Ilaria Salis ha lasciato il carcere ungherese dove è stata detenuta per circa 15 mesi ed è stata trasferita ai domiciliari dove resterà fino alla fine del suo processo. Lo si apprende da fonti legali. La 39enne è accusata di aver aggredito alcuni partecipanti di una manifestazione neonazista a Budapest dell’11 febbraio 2023. I suoi difensori italiani, gli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini, sono in Ungheria. 

“Siamo molto contenti, aspettiamo di incontrare Ilaria e auspichiamo che al più presto le sia revocata ogni misura cautelare o quantomeno gli arresti domiciliari possa scontarli in Italia”, afferma all’Adnkronos l’avvocato Mauro Straini. L’incontro tra i difensori italiani e l’insegnante è atteso in giornata. “Presto presenteremo la richiesta di trasferirla in Italia e speriamo che il nostro governo si impegni affinché ciò avvenga”.  

E’ scarno ma preciso il documento con cui, il 15 maggio scorso, il tribunale ungherese di seconda istanza ha accolto la richiesta di domiciliari e della cauzione nei confronti della 39enne insegnante in carcere con l’accusa di aver aggredito tre persone. 

Imputata nel procedimento iniziato lo scorso 28 marzo davanti ai giudici di Budapest – l’atto stabilisce che la sua detenzione in carcere “terminerà con il pagamento della cauzione al tribunale distrettuale di Elsofoku”, cauzione il cui importo va saldato “da oggi entro un mese” e “ordina la sorveglianza speciale fino alla pronuncia finale”. In regime di domiciliari Ilaria Salis potrà lasciare l’abitazione “solo con il permesso del tribunale”, inoltre “sarà controllata con un dispositivo” ossia il braccialetto elettronico. 

A Salis, candidata alle prossime elezioni europee 2024 con Avs, il tribunale ungherese ha concesso di lasciare il carcere di Budapest dove è detenuta da circa un anno “solo dopo il pagamento della cauzione”, pari a 40 mila euro, precisava l’avvocato Mauro Straini. 

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