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Unimpresa: PIL primo trimestre va consolidato, sostenere la domanda

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“Le imprese hanno dimostrato resilienza e competitività”

I dati del primo trimestre offrono un’indicazione di fiducia che merita attenzione. Anche se la crescita è contenuta, supera le previsioni e dimostra che l’economia italiana è in grado di mantenere un andamento positivo nonostante la complessità del contesto internazionale. Questo è stato messo in evidenza dal presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, commentando i risultati del prodotto interno lordo per il primo trimestre.

“È fondamentale consolidare questo risultato, sostenendo in modo continuativo investimenti e domanda interna. Le imprese hanno nuovamente dimostrato resilienza e competitività; ora è necessario supportarle con politiche stabili e coerenti per rafforzare questa tendenza nel corso dell’anno”, ha proseguito.

Secondo l’analisi del Centro studi di Unimpresa, che ha esaminato le informazioni fornite da ISTAT, nel primo trimestre del 2026 l’economia italiana mostra una crescita dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, un dato leggermente superiore alle previsioni (+0,1%), ma in ritardo rispetto al +0,3% registrato nell’ultimo trimestre del 2025. In termini tendenziali, il PIL indica un aumento dello 0,7%, in leggera flessione rispetto all’0,8% precedente. Se si ipotizza una stabilità nei trimestri futuri, la crescita prevista per l’intero anno si attesta allo 0,5%.

Secondo l’analisi di Unimpresa, il contributo principale continua a provenire dalla domanda estera netta, mentre la richiesta interna mostra un andamento negativo. Questo aspetto rappresenta il vero punto debole del panorama macroeconomico: la crescita in Italia è ancora troppo influenzata dai fattori internazionali piuttosto che dalla capacità interna di espansione del sistema economico.

La diminuzione della componente domestica sembra essere principalmente dovuta a un calo degli investimenti, dopo cinque trimestri di forte aumento. Nel periodo del 2024 e 2025, gli investimenti fissi lordo avevano tratto vantaggio da importanti incentivi fiscali (Transizione 4.0 e 5.0, bonus per le costruzioni), giocando un ruolo significativo nella variazione del PIL.

Riguardo ai consumi, la situazione rimane incerta. Alcuni segnali suggeriscono una certa stabilità, supportata anche da fattori temporanei come gli effetti delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, che hanno stimolato il turismo e i servizi.

Tuttavia, ci sono ancora aspetti di fragilità: il potere d’acquisto delle famiglie è influenzato da un’inflazione che, sebbene stia rallentando rispetto ai picchi del periodo 2022-2023, continua a colpire i prezzi di beni energetici e alimentari. Secondo le ultime statistiche disponibili, l’inflazione armonizzata si mantiene ancora oltre il 2%, con ripercussioni selettive sui bilanci delle famiglie.

Ciro Di Pietro

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