ROMA – “La mia giornata lavorativa inizia alle 8 del mattino. Con la mia bici, il telefono e il quaderno”: inizia così il racconto di Natalia, una delle Community Health Worker per Emergency. L’Ong è infatti presente nei regioni ucraine più colpite dalla guerra, il Donetsk e Kharkiv, con una sua rete di cliniche grazie a cui riesce a dare assistenza sanitaria di base dove ormai, dopo 4 anni di conflitto, la popolazione è totalmente scoperta.
“IN UCRAINA 9,2 MILIONI DI PERSONE SENZA ADEGUATO SUPPORTO SANITARIO”
Anche di Natalia e delle sue colleghe parla infatti il report pubblicato da Emergency a quattro anni dall’invasione russa in Ucraina, intitolato “Care and Community in Wartime”. Si tratta di un’analisi accurata che dà conto del progressivo deterioramento del sistema sanitario ucraino. La guerra infatti non ha prodotto solo 14.000 mila vittime civili e 3.7 milioni di sfollati. Oggi in Ucraina sono circa 13 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria, 9,2 milioni quelle senza un adeguato supporto sanitario e 9,6 milioni a rischio o già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Non solo, secondo l’Oms in quattro anni sono stati più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, mentre la quantità di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno.
Per colmare un vuoto enorme di assistenza nel Donetsk, in particolare per anziani e persone più vulnerabili, Emergency ha creato un piccolo esercito pacifico di 11 operatrici di comunità (Community Health Workers) che operano in maniera capillare all’interno dei villaggi, muovendosi in bicicletta e dialogando direttamente con la popolazione. Come spiega Emergency, grazie alle visite “porta a porta” e alla raccolta strutturata dei dati, “le Community Health Workers permettono di identificare con precisione sottogruppi vulnerabili e bisogni sanitari e sociali, orientando l’azione sul territorio e l’orientamento ai servizi”.
“ASSUNTA ANCHE SE NON SAPEVO ANDARE IN BICI, ORA PEDALO TRA QUATTRO VILLAGGI”
Così Natalia, assistente sociale di Marivka e operatrice di comunità per Emergency, si racconta “Durante il colloquio, mi hanno chiesto se sapevo andare in bicicletta. Ho detto di no, e i miei amici temevano che non avrei ottenuto il lavoro. Invece, sono stata assunta e ho imparato a pedalare. Non era facile alla mia età, ma ora pedalo tra quattro villaggi: Busynivka, Marivka, Myrna Dolyna e Novostepanivka. La mia giornata lavorativa inizia alle 8. Con la mia bicicletta, il telefono e il taccuino, visito i residenti per controllare come stanno e compilo i miei rapporti. Ora tutti mi conoscono; spesso mi invitano a prendere un caffè. La maggior parte delle persone di cui mi occupo sono anziane e vivono sole. Oltre ai loro numerosi problemi di salute, ciò di cui hanno più bisogno è semplicemente qualcuno che li ascolti”.
IL SERVIZIO DI MEDICINA DI BASE DI EMERGENCY IN DONETSK
Il Report di Emergency è così il risultato della raccolta dati su 3.600 beneficiari raccolti da Natalia e le altre operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi somministrati a un campione fra la popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk. In questa regione infatti dal febbraio 2024 è stato attivato il servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati, oltre all’implementazione deln preziosissimo servizio “porta a porta” delle operatrici di comunità che rilevano i bisogni di chi non potrebbe spostarsi dai propri villaggi, non solo per i problemi di salute, ma perché i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficile la mobilità.
Tra giugno 2024 e ottobre 2025, le Community Health Workers hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno, e organizzato centinaia di altri servizi, tra cui appuntamenti con medici di base, visite specialistiche e segnalazioni ai punti di primo soccorso, riducendo la distanza tra la popolazione dei villaggi e l’accesso alla sanità.
(photo e video credit: Davide Preti for Emergency)
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